Abitudini di riempimento: essere produttivi nei “tempi morti” e aumentare la tua crescita personale

Ammazzare i tempi morti. È possibile ammazzare i tempi morti? Cioè, se sono già morti, puoi levarli dalle scatole? Oppure sono morti lì, che hai in salotto e puzzano e ti rovinano la giornata?

Cosa è un tempo morto? È il tempo che trascorre tra un’azione e l’altra. Per intenderci, il tempo che passa tra un task e il successivo, tra una riunione e il prossimo colloquio, tra quando hai finito la spesa e sei in coda che aspetti di pagare.

Nella vita di tutti i giorni, se ci pensi, ci sono tantissimi tempi morti.

Chiariamolo subito: non è un delitto mortale.

Nei tempi morti, infatti si può anche crescere, imparare a stare nella noia e diventare creativo per generare nuovi progetti. Per molte persone un po’ “iperattive” tra virgolette – ad esempio – i tempi morti sono una bella terapia perché aiutano a tornare in contatto con il mondo che ci circonda, a vivere nel presente.

Però il tema è che il tempo del tempo morto è da vivere attivamente se desideriamo renderlo significativo, non passivamente. Ecco che in questo compito ci vengono in aiuto quelle che chiamo le abitudini di riempimento.

Cosa riempiono queste abitudini? Lo spazio tra una azione e l’altra, appunto il tempo morto, e da un certo punto di vista lo vivificano.

Alcuni esempi, tra i più funzionali ad oggi…

Mentre guidi in automobile puoi ascoltare un podcast che ti trasmette nuove informazioni che prima non avevi. Il tempo che sprecheresti suonando il clacson a quello che non ti ha dato la precedenza, lo useresti non per distruggere il conducente, ma per rinforzare la tua posizione.

Oppure: in treno leggi un libro. Sembra banale, ma voi avete mai viaggiato ultimamente in treno? La gente cosa fa? Gioca a Candy Crush e mette i cuoricini alle foto di quello che ha mangiato la Ferragni. Quindi, non ci si può svagare? No, non vogliamo dire questo, però potresti magari bilanciare un po’ di Candy Crush con un bel libro che ciba ed energizza la tua mente.

O ancora: l’abitudine dell’esprimere gratitudine quando ti trovi in ascensore. Invece di leggere quello che c’è scritto sulla targhetta e scoprire che ci possono salire al massimo 4 persone per un peso totale di 260kg, prova a pesnare a una cosa che ti è successa quel giorno, della quale sei grato.

Oppure, pensare ai tuoi obiettivi mentre stiri. O concentrarti sul tuo respiro quando sei da solo al ristorante e aspetti che il cameriere ti porti da mangiare. O mentre ti lavi i denti puoi guardarti un breve video di crescita personale. Mentre cucini ascolti in sottofondo un Ted Talk. Oppure, se sei in taxi o devi fare un lungo viaggio in automobile, invece che pazzeggiare sui social, telefoni a tua mamma o a chi vuoi bene e spendi del tempo con lei. Mentre ti trucchi ascolti una canzone che ti trasmette belle emozioni ed energie. O mentre fai le pulizie ti ascolti un audio in inglese per migliorare la tua pronuncia.

Questi sono solo alcuni esempi che sembrano tutti molto interessanti e funzionali. Ora il punto è trovare le tue abitudini di riempimento.

Da dove partire?

Un monitoraggio dei tuoi tempi morti durante le 24 ore. Prendi un foglio e per 7 giorni ci scrivi quando sei lì che non hai nulla da fare o ti sembra di sprecare tempo.

Poi prendi le abitudini che vorresti implementare e le trasformi in una loro versione “mini”. Tipo: vorresti meditare come abitudine. Vedi che hai tempi morti tre volte a settimana quando devi prendere la metro per due fermate e andare dal massaggiatore. Bella storia: sostituisci il tempo morto con una prova di meditazione!

Certo, non sempre potrai fare un discorso di questo tipo, perché magari avrai un tempo morto in metro e l’abitudine da te scelta è quella di correre. In tal caso, non è che ti puoi permettere di correre tra un vagone e l’altro per il tempo delle due fermate di metropolitana, ovviamente, ma potresti pensare di usare il tempo morto per implementare qualcosa di propedeutico alla corsa.

Potresti leggere un libro che ti aiuta a capire meglio l’alimentazione dei maratoneti. O leggere le riviste dei runners per capire quali i loro segreti per ritagliarsi tempo per la corsa, o imparare le loro strategie mentali per aumentare la loro forza di volontà etc.

Le abitudini di riempimento possono essere un acceleratore molto importante della crescita tua personale. Prova a pensare a quali potresti implementare.

Nel libro “Fattore 1%”, Luca Mazzucchelli spiega un metodo concreto e funzionale volto a individuare le abitudini giuste per te, per poi implementarle, un 1% alla volta, all’interno delle tue giornate.

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