Ansia e stress da Smart Working: come gestirle

Recentemente LinkedIn ha pubblicato una ricerca che ha analizzato le reazioni degli italiani al lavoro in smart working.

Dai dati emerge che il 46% degli intervistati si sente più ansioso a seguito del lavoro da casa, il 18% ha già iniziato a notare questo impatto negativo sulla propria salute mentale e il 27% riporta problemi a dormire.

Vivere un tempo prolungato di ansie e stress ha un impatto negativo sul nostro benessere fisico e mentale, pertanto riteniamo fondamentale trattare questo tema. Cosa fare nei momenti in cui le preoccupazioni diventavano controproducenti ed eccessive?

1.Controlla ciò che puoi, accetta tutto il resto

La prima indicazione è una frase, una specie di mantra capace di guidare le azioni in maniera proficua: controlla ciò che puoi, accetta tutto il resto.

Nella vita ci sono alcune cose che possiamo cambiare, e altre che invece non possiamo in nessun modo influenzare.

Il punto è che dobbiamo riconoscerle e agire di conseguenza, perché purtroppo spesso si finisce per fare l’opposto: ci si intestardisce a modificare ciò che dovremmo accettare, e accettiamo situazioni sulle quali avremmo un margine di manovra e modifica interessante.

Davanti a ciò che ti stressa può tornare utile domandarsi: “Cosa di questa situazione puoi effettivamente cambiare? Cosa invece dovresti cercare di accettare?” E poi comportarsi di conseguenza.

Nel concreto, se hai una scadenza di lavoro imminente e il poco tempo a disposizione ti mette troppo sotto pressione, chiediti: cosa posso controllare e cosa no? Vedrai che puoi controllare la qualità del tuo lavoro, la gestione efficace delle pause, la decisione di stare alle regole di consegna o di chiamarti fuori dal gioco, e così via. Concentrarti su questi elementi ti aiuterà ad abbassare il livello di stress e a non farti controllare dall’incontrollabile.

2.Ti stai preoccupando per qualcosa di possibile o di probabile?

Secondo strumento utile a gestire le mie preoccupazioni è una domanda. “Ti stai preoccupando per qualcosa di possibile, o per qualcosa di probabile?”.

Possibile e probabile sono due categorie differenti, e la nostra mente sotto pressione tende a uniformarle.

Se ti preoccupa qualcosa che è possibile ma non probabile, significa che ti sta stressando qualcosa di lontano dalla tua realtà. É possibile che mentre cammino per strada mi cada un vaso sulla testa? Sì, è possibile, ma non posso vivere come se questa mia paura fosse anche probabile.

Paura del probabile, al contrario, significa che temi qualcosa per cui sei in possesso di una buona dose di elementi che ti fanno pensare che quella cosa succederà. Se attraverso la strada con il rosso, è probabile che ci rimetta la pelle: in questo caso la paura non è infondata ma diventa una sana prudenza che ti aiuta a vivere in modo migliore.

Decliniamo questa domanda su uno scenario potenzialmente stressante dell’attualità lavorativa: magari devi correggere un tuo collega perché ha fatto un lavoro superficiale. L’idea di parlarci ti fa sentire stressato, perché inizi a pensare che lui non accetterà la critica o che questo cambierà in peggio il vostro rapporto. Come procedere? Intanto applichiamo la regola del punto precedente: cosa posso controllare? Cosa no? Beh, posso controllare come riporto la correzione, il mio livello di ascolto della sua posizione, l’empatia che decido di mettere in campo nella comunicazione. Ottimo, se controllo questi aspetti, la mia preoccupazione è un qualcosa di possibile o di probabile? Verosimilmente le probabilità che il rapporto vada incontro a un naufragio diminuiranno sensibilmente.

Insomma, preoccuparsi del futuro o di ciò che non va per il verso giusto è umano e comprensibile, ma ancor meglio è mettere a fuoco di quali aspetti concreti possiamo occuparci fin da subito. In altre parole: occuparci è più utile di preoccuparci.

3. I benefici della scrittura

Ultima idea che condividiamo oggi è quella della scrittura.

É incredibile quanti benefici una penna e un foglio di carta possano portare alla nostra psiche. Tenere certe cose in testa o riversarle su carta può fare una enorme differenza.

Nella pratica il suggerimento è quello di ritagliare – nei momenti di stress eccessivo – spazi di 10-30 minuti per scrivere quello che della giornata lavorativa ti ha stressato. Ripercorri quanto accaduto, rifletti sulle te azioni, libera le emozioni e lasciale correre.

Scrivendo elabori, comprendi, sfoghi, dai forma al tuo mondo interiore e soprattutto ti ricarichi.

Controlla ciò che puoi e accetta il resto. Distingui preoccupazioni possibili da quelle probabili. Prendi carta e penna e metti per iscritto il flusso emotivo che ti travolge interiormente. Queste sono le 3 indicazioni per gestire al meglio ansia e preoccupazioni.

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