L’architettura del benessere: creare un ambiente a supporto della produttività e delle relazioni

La psicologia ambientale, la disciplina che studia le interazioni tra l’individuo e l’ambiente circostante, offre una prospettiva unica e preziosi spunti per comprendere quanto l’ambiente possa influenzare pensieri, emozioni e comportamenti. Le pareti di casa, i locali dell’ufficio, i posti che frequentiamo, insomma, ogni spazio in cui siamo immersi suscita in noi stimoli piacevoli o spiacevoli, ci attrae o ci respinge, ci orienta verso alcune azioni e ci porta a escluderne altre.

 

L’effetto dell’ambiente sulla psiche

Tutto, all’interno di un ambiente, esercita su di noi particolari sensazioni e porta a determinati comportamenti. Nello specifico, l’ambiente ha effetti sulla mente sia a livello cognitivo che emotivo: gli arredi, i colori e gli elementi presenti possono facilitare od ostacolare alcuni processi mentali quali percezione, memoria e concentrazione, oltre che impattare sull’umore e sulle abitudini.

Per quale motivo? Questa influenza è il retaggio di un adattamento evolutivo: dall’ambiente e dai suoi segnali, infatti, dipendeva (e dipende) la nostra sopravvivenza. Sicuramente lo avrai notato anche tu: certi luoghi, a differenza di altri, sono in grado di suscitare emozioni e pensieri specifici. Ad esempio, hai mai riflettuto sul motivo per cui scegli di svolgere alcune attività quotidiane in un determinato luogo piuttosto che in un altro?
Questo è tutt’altro che casuale: tali preferenze sono radicate nelle esperienze e nelle sensazioni legate al modo in cui si ha interagito finora con l’ambiente che ci circonda. Solo imparando ad ascoltarsi e diventando più consapevoli delle reazioni che abbiamo nei confronti di specifici stimoli ambientali è possibile trasformarli in potenti alleati del proprio benessere.

Trascurare questo aspetto, secondo la psicologia ambientale, può rendere gli spazi che viviamo – a casa e al lavoro –  addirittura patogeni. Si è infatti arrivati a parlare di vere e proprie malattie correlate agli edifici mal progettati, tra cui la “Sindrome dell’Edificio Malato” (Sick Building Syndrome) che, secondo l’OMS, coinvolgerebbe fino al 30% delle costruzioni e causerebbe sintomi quali mal di testa, stanchezza e irritazioni agli occhi e al naso, problemi correlati a sistemi di ventilazione inadeguati. Insomma, anche se non siamo abituati a dare così tanta rilevanza alle caratteristiche del luogo in cui viviamo, è bene ricordare che esso agisce in modo costante su di noi a livelli impliciti e profondi ed è pertanto fondamentale occuparsene.

Disegnare un ambiente a sostegno del benessere

Se l’ambiente attorno a te influenza le tue emozioni, stati d’animo e azioni, lo stai usando a tuo favore? Ecco 3 spunti dalla ricerca in psicologia ambientale per riprogettarlo affinché supporti il tuo benessere e accresca la tua produttività.

1) Inserisci elementi naturali negli ambienti chiusi

Essere esposti a elementi naturali, come piante, legno o acqua, è associato a più alti livelli di benessere e attenzione, e a più bassi livelli di irritabilità, ansia e stress. Questo concetto viene dall’ipotesi della biofilia ed è noto in letteratura come “effetto restorativeness”: l’uomo, nel tempo, ha mantenuto un’innata propensione a reagire positivamente nei confronti della natura perché erano proprio gli ambienti ricchi di vegetazione e acqua a favorirne la sopravvivenza. Non temere: se non hai modo di inserire fin da subito elementi green in casa, i dati dimostrano che possono bastare anche le sole rappresentazioni della natura. Foto, quadri con paesaggi naturali o sottofondi sonori come la pioggia o il fruscio delle foglie possono davvero rendere i luoghi in cui vivi “ambienti rigenerativi”.

2) Crea aree di “micro-pausa”

Fare in modo di avere degli spazi fisici dove potersi ritagliare delle “pause mentali” permette di staccare dalla frenesia quotidiana, favorendo il rilassamento e il rinnovamento mentale. Riserva uno spazio dell’ambiente per realizzare una piccola area con piante, un acquario, o una zona “silenziosa” lontana dalle zone dove solitamente lavori.

3) Personalizza il tuo spazio ed elimina le distrazioni

Dedicare del tempo a rendere unico il proprio ambiente, anche solo con piccoli dettagli che ottimizzino la tua concentrazione, può avere un profondo impatto sulla produttività. Soprattutto al lavoro, provare a pensare a soluzioni flessibili, che possano essere facilmente adattate alle esigenze individuali, è un ottimo modo per far sentire ciascuno “a casa”, oltre che una strategia virtuosa per allenare la creatività.

Migliorare le relazioni grazie all’ambiente

Sebbene sia scontato che chi ci è vicino ci influenza, è un fattore che teniamo poco o per nulla in considerazione quando disegniamo gli ambienti. Eppure, l’interazione sociale e la disposizione dello spazio si influenzano reciprocamente. Quali aspetti tenere a mente? Riportiamo 3 elementi che lo psicologo J.L. Brand ha rilevato come maggiori predittori di interazioni sociali e che si rivelano utili nella progettazione dei luoghi di lavoro:

1) Ambiente aperto e assenza di barriere

La disposizione e l’orientamento degli arredi può supportare e incoraggiare le relazioni – così come ostacolarle. Rimuovere eventuali barriere e optare per configurazioni che consentano di stare “faccia a faccia” con gli altri membri del gruppo facilitano la collaborazione. Ad esempio, un cerchio di sedie è preferibile a scrivanie tutte allineate. La disposizione più ostile in un ufficio, invece, si presenta quando ci sono due sedie una di fronte all’altra separate da un’unica scrivania.

2) Vicinanza fisica

Le aree di lavoro che necessitano di comunicazioni più assidue, come le sale riunioni, dovrebbero essere predisposte per favorire la vicinanza fisica tra colleghi. Uno studio ha rilevato come la maggior parte delle informazioni utili per il proprio lavoro provenga dalle persone che si trovano a meno di un metro e mezzo di distanza da sé. Sembra quindi che diminuire la lontananza fisica possa anche promuovere le relazioni, facilitando la comunicazione e favorendo la sintonizzazione emotiva con i propri interlocutori.

3) Illuminazione e affacci esterni

Una buona illuminazione è fondamentale per tenere alto il tono emotivo e aumentare la vicinanza tra le persone. Una stanza ben illuminata e un soffitto alto incoraggiano l’interazione sociale e la produttività. In particolare, è consigliabile optare per la luce naturale dove possibile o considerare l’uso di luci artificiali che imitino la luce del giorno soprattutto nelle aree comuni, dove avviene la maggior parte degli scambi informali.

In un’era in cui il confine tra casa e ufficio diventa sempre più sfumato, occuparsi del proprio ambiente “esterno” tanto quanto di quello “interno” è un fattore chiave per promuovere il benessere nel suo significato più ampio.
Uno spazio ben progettato non è solo esteticamente gradevole, ma diviene un vero e proprio strumento olistico per migliorare la produttività, la soddisfazione e le relazioni interpersonali.

Susanna Morlino