Stress e burnout nella Generazione Z e Millennials

Uno studio condotto da Deloitte nel 2023 mostra come le preoccupazioni finanziare e ambientali, unite alle pressioni sul posto di lavoro, sono fonti di stress per i lavoratori appartenenti alla Generazione Z e ai Millennials. Nello specifico, il 46% della Gen Z e il 39% dei Millennials affermano di sentirsi stressati per la maggior parte del tempo. (Leggi questo articolo per imparare strategie utili a gestire lo stress sul lavoro). Un dato interessante riguarda la maggiore percezione di stress tra lavoratori appartenenti alle seguenti categorie: donne, professionisti LGBTQ+, minoranze etniche e persone con disabilità, a dimostranza di un ulteriore problema, la carenza di pratiche di diversity management nei contesti organizzativi.

Tra gli antecedenti che causa stress in questi lavoratori abbiamo, oltre alla preoccupazione legata alle finanze personali, la gestione dell’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata (work-life balance) e carichi di lavoro eccessivi per entrambe le generazioni. Tra i principali problemi lo studio riscontra la difficoltà di staccare dal lavoro, con il 23% della Gen Z e il 30% dei Millennials che affermano di rispondere alle mai di lavoro al di fuori dell’orario lavorativo concordato per almeno cinque giorni la settimana.

Un ruolo rilevante sembra essere svolto dai social media, che, se da un lato fanno sentire quattro lavoratori su dieci della Gen Z e dei Millennials soli e socialmente inadeguati, generando stress, dall’altro generano in più della metà di loro un senso di benessere grazie alla possibilità di rimanere in costante contatto con familiari e amici e di accedere con maggiore facilità a risorse utili per la loro salute mentale.

Un altro fattore che impatta sulla salute mentale di queste generazioni è l’assistenza ai genitori anziani o la cura dei figli. Il 34% della Gen Z e il 39% dei Millennials afferma di avere la gestione quotidiana dei genitori o dei figli, con un impatto rilevante sul loro stress.

(Scopri in questo articolo quali sono le generazioni presenti nei contesti lavorativi odierni)

Come la Gen Z e i Millennials vivono il posto di lavoro

Dopo la pandemia da Covid-19 i cambiamenti nel mondo del lavoro sono stati evidenti e le generazioni in questione hanno espresso il loro parere sui progressi dei propri datori di lavoro e sulle tendenze positive che sono emerse in generale nei contesti lavorativi.

Lo studio di Deloitte, che ha coinvolto oltre 22.000 soggetti in 44 paesi, rivela che, pur riconoscendo i cambiamenti positivi, la Gen Z e i Millennials sono profondamente preoccupati per il loro futuro anche a causa del cambiamento climatico e di tutto ciò che ne consegue.

Il rapporto sottolinea come questi lavoratori si stiano impegnando per migliorare il proprio equilibrio vita-lavoro, la propria salute mentale e cerchino datori di lavoro che possano aiutarli a fare la differenza. Per loro è importante essere ascoltati attivamente e aiutati nell’affrontare difficoltà e preoccupazioni. Quindi, il tema della salute mentale è davvero cruciale e cercano realtà organizzative che tengano a cuore il benessere psico-emotivo dei propri collaboratori e li aiutino a superare lo stress lavorativo.

Non solo, entrambe le generazioni affermano di non rinunciare, nella presa di decisioni circa la propria carriera e il proprio stile di vita, ai propri valori guida.

Il bisogno di maggiore flessibilità

Tra le priorità di Gen Z e Millennials abbiamo sicuramente maggiore flessibilità lavorativa, legata sia al luogo che al tempo di lavoro, questo per bilanciare sempre meglio vita privata e vita lavorativa. Dopo la pandemia di Covid-19 molti lavoratori appartenenti a queste due generazioni hanno riconsiderato il ruolo che il lavoro svolge nelle loro vite, anche se quasi la metà della Gen Z e la maggior parte dei Millennials affermano che il loro lavoro è ancora centrale per le loro identità.

Molti intervistati hanno ora modelli di lavoro ibridi o da remoto, un vantaggio che apprezzano molto in quanto li aiuta a ridurre lo stress e che si sta diffondendo sempre più nei contesti lavorativi nei quali queste modalità sono realizzabili. Infatti, i partecipanti dichiarano di vedere nei datori di lavoro un cambiamento positivo in questa direzione e le concessioni ottenute li fanno sentire più soddisfatti della propria organizzazione e del proprio lavoro. Ciò che vorrebbero venisse migliorato è che i loro datori di lavoro diano migliori opportunità di avanzamento di carriera ai dipendenti part-time e l’opzione di orari ridotti ai dipendenti a tempo pieno (ad esempio, la settimana lavorativa di quattro giorni).

stress generazione z

La preoccupazione legata al costo della vita

Il costo della vita rimane una delle principali preoccupazioni e fonte di stress e l’incertezza economica ostacola la capacità degli intervistati di pianificare il proprio futuro. Circa sei Gen Z su dieci e due terzi dei Millennials pensano che l’economia peggiorerà o rimarrà la stessa nel loro paese nel prossimo anno. Tra loro, molti pensano che ciò comporterà la difficoltà o l’impossibilità di chiedere un aumento o una promozione, ottenere un nuovo lavoro o cercare maggiore flessibilità sul lavoro. Le loro preoccupazioni economiche stanno anche influenzando la loro capacità di pianificare il futuro a livello personale, con molti che affermano che diventerà più difficile o impossibile acquistare una casa o creare una famiglia, aggravando la percezione di stress.

Gen Z e Millennials continuano a citare il costo della vita come la loro principale preoccupazione sociale, al di sopra della disoccupazione e del cambiamento climatico. Il 51% della Gen Z e il 52% dei Millennials afferma di vivere con un solo stipendio, mentre il 46% dei Gen Z e il 37% dei Millennials, nonostante il desiderio di un migliore equilibrio vita-lavoro e la possibilità di ridurre le ore lavorative, svolgono un secondo lavoro per arrivare a fine mese. I lavori secondari principali includono la vendita di prodotti o servizi online, l’impegno in lavori occasionali come la consegna di cibo a domicilio o app di ride-sharing, il perseguimento di ambizioni artistiche e l’influenza sui social media. Mentre i social media sono percepiti come una fonte di reddito per alcuni, per altri aumentano lo stress e l’ansia finanziaria; il 51% dei Gen Z e il 43% dei Millennials, infatti, affermano che i social media li spingono a voler acquistare cose che non possono permettersi.

Sostenibilità e impatto ambientale

La spinta verso la possibilità di avere un maggiore impatto sociale e favorire la sostenibilità ambientale sta guidando le decisioni di stile di vita e di carriera delle nuove generazioni. Sei Gen Z e Millennials su dieci affermano di sentirsi ansiosi e provare stress per il cambiamento climatico e per gli eventi meteorologici estremi. Queste preoccupazioni influenzerebbero il loro processo decisionale, dalla pianificazione familiare e domestica, a ciò che mangiano e indossano. I partecipanti hanno affermato di aver iniziato ad adottare una serie di misure per ridurre il loro impatto sull’ambiente; tra queste misure abbiamo l’acquisto di un’auto elettrica, l’efficientamento energetico delle proprie abitazioni, la dieta vegetariana o vegana, l’abbandono della fast fashion a favore di abiti di seconda mano.

Anche le preoccupazioni per il clima svolgono un ruolo importante nelle decisioni di carriera della Gen Z e dei Millennials. Oltre la metà dei partecipanti afferma di informarsi circa l’impatto ambientale e le politiche di sostenibilità di un’azienda prima di accettare un lavoro. Non solo, un partecipante su sei afferma di aver già cambiato lavoro o settore a causa di preoccupazioni e stress legate al clima e circa un quarto degli intervistati afferma di pianificare di farlo in futuro.

In effetti, la capacità di guidare il cambiamento sulle questioni sociali in generale ha il potenziale per determinare il successo o il fallimento del reclutamento e del mantenimento di queste generazioni. Quasi quattro persone su dieci affermano di aver rifiutato incarichi di lavoro a causa di preoccupazioni etiche, mentre oltre un terzo ha rifiutato datori di lavoro che non erano in linea con i propri valori. La Generazione Z e i Millennials vogliono essere autorizzati a guidare il cambiamento all’interno dei contesti lavorativi in cui operano, ma mentre tendono a ritenere di poter influenzare positivamente le loro organizzazioni in aree relative a prodotti e servizi, D&I, sviluppo e formazione, gestione del carico di lavoro, l’influenza in altre aree critiche, come l’impatto sociale e la sostenibilità, è in ritardo. Circa la metà della Generazione Z e dei Millennials afferma di fare pressione sulle aziende affinché agiscano sul cambiamento climatico, ma meno di uno su sei afferma di sentirsi in grado di influenzare gli sforzi di sostenibilità della propria organizzazione.

Tutti i fattori di stress emersi grazie allo studio di Deloitte, se non gestiti, possono portare i lavoratori a sperimentare la sindrome di burnout (leggi questo articolo per scoprire cos’è, come riconoscerla e cosa fare per gestirla).

In conclusione, la ricerca di Deloitte evidenzia come le nuove generazioni sentano sempre più l’esigenza di trovare un lavoro in linea con i propri valori, superiori attenti al benessere psicologico dei propri collaboratori, aziende che abbiano a cuore l’ambiente mettendo in pratica azioni concrete di sostenibilità. Chiedono anche la flessibilità necessaria a gestire il bilanciamento vita -lavoro, che diventa sempre più cruciale negli ultimi anni, a dimostranza di un cambiamento radicale nella concezione del lavoro e della centralità di questo per la propria identità.

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